Spazio etnografico

Saggio (di un saggio)

Matt Fernandes — Pexels

“…L'uomo che si muove modifica le forme che lo circondano…”
(Tlön, Uqbar, Orbis Tertius). JL Borges

Se dobbiamo accettare il postulato iniziale del grande scrittore, la Realtà che ci circonda (questa Spazialità e Temporalità ineguagliabili); non è limitato da forme o geometrie rigide, è plastico e malleabile, incline a essere modellato. Pertanto, questo ci rende architetti e responsabili della Direzione, Dimensione e Destinazione di esso.

La sua natura è porosa, ambivalente, dissimile e borderline; i suoi limiti sono miei poiché risiedo nella memoria.
Date le varie variazioni in cui converge e partecipa, è inevitabile ampliare la sua sfera di influenza e di persistenza.
Poi troviamo lì, non più solo il mio (che mi contraddistingue e mi completa), ma ancor più significativo, il multiplo alieno, quello degli Altri.
Quello Spazio, vario e multiforme; sfuggente -e capriccioso-, mi occupa e, spero, pretendo.

Assimilata alla scrittura, che lascia tracce (o registrazioni) della nostra coscienza, pensieri o vanità, la vita emancipata e vissuta accumula molteplici testimonianze della sua espressione esterna comportamentale.
Ad esempio, se un libro merita attenzione e lode, sarebbe giusto dare credito alla sceneggiatura di successo, alla storia profonda, alla narrativa lirica, alla personalizzazione equilibrata, al linguaggio preciso ed evocativo, alla spazialità contestuale, all'ambientazione storiografica di successo e così via.

Come il suddetto laborioso aggeggio, potrei allora affermare che il mio spazio personale è quello di un libro bianco; che scrivo in modo irregolare, nell'esatta misura replicata in cui mi comporto e sperimento; registrando nella coscienza degli altri -nella loro memoria cumulativa- ciò che impatta e valuta in modo molto personale.
Quello spazio interno registrato è l'oggetto del mio ultimo interesse. Quello che include me congiuntivo in e con gli altri.
Arricchito, moltiplicato per inclusione.

- Devo chiarire cosa, non affronterò lo spazio cubico e geometrico, misurato dalla matematica e dalla geografia artificiale; contestato da molteplici attori geopolitici e/o sociali. Non lo spazio svilito dall'esclusione.
Né il regno inafferrabile e affollato dello spazio immaginario, irreale e fantasioso del popolo e dei Popoli; poiché merita un'attenzione e una presentazione idealmente formali e complete; che supera di gran lunga questa iniziativa -.

Le esperienze fertili insieme costruiscono un ambiente favorevole a maturare nel silenzio, fare tesoro delle emozioni, indagare gli ideali trascendenti e collaborare volontariamente e altruisticamente alla realizzazione della comunità che ci contiene, umilmente e con decisione. Personalizzazione ridotta, spogliata dell'ego; il gruppo o insieme partecipativo -Lo Spazio- acquisisce la dimensione sana per ripararci.

A questa visione dello spazio interpersonale, questo spazio vitale che non erutta violentemente né invade l'etnografia altrui, propongo la mia attenta attenzione. Sceglierò di registrare con cura e rispetto, nella memoria soggettiva degli altri ciò che lei apprezzerà -o meno-, per cercare di persistere quando se ne sarà andata; nello spazio inestimabile che mi hanno dato nelle loro esperienze, cioè nei loro ricordi. Affermo che non c'è ricompensa più grande come persona che sopravvivere negli altri.

Come saggio poetico, potrei (forse meglio) esprimerlo così:

Space può separarsi o unirsi?
Se la misura simmetrica, determinare la distanza;
Ci concedi privilegi simili o
vanifichi il plugin necessario?
È uno stratagemma non necessario della mente tremante
o comunica con attenzione al participio? …

Se lo spazio è mio, tuo, nostro o loro;
forse per caso, eccessivo non è nostro?
La temperanza sinergica concede al composto,
che l'oggetto sconfitto conquista, manifesto
sotto l'elemento fuso, arricchito
che rafforza la semplicità dei deboli dispersi...

Emergono le maree che atomizzano le acque,
come gestiscono i venti discendenti cooperavano;
la somma degli spazi personali (limitati)
sopprimono vantaggiosamente il caos nebuloso del nulla.
Concedi che la somma sottrae l'incertezza e equipara
gli sforzi; complementare alle diverse...

Se lo spazio è il mezzo che vivifica l'ambiente,
partecipo in modo solidale e costruttivo (altruistico) nel concepirlo?
Riposando da solo nel mio ambiente, posso trascendere ciò che è necessario e sufficiente fino a conoscerti?
Uno spazio ristretto ci separa, più lo spazio aggiunto
e il concorrente -essenziale e sostanziale- cooperano in modo decisivo...

Con speciale gratitudine a GABY ROGUT , il mio editore, collega e amico

Grazie mille per l'interesse e la lettura :-) !!!

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